Quanto tempo serve per studiare un esame universitario
Un conto che si può fare davvero, partendo dai crediti formativi invece che da «boh, una settimana dovrebbe bastare».
La domanda «quanto tempo mi serve per questo esame» di solito si risponde a sensazione: si guarda il programma, sembra tanto o poco, e si decide a occhio. C'è invece un numero di partenza vero, ed è scritto nella legge che regola le università italiane, non in un'opinione.
Il numero di partenza: 25 ore per credito
Un credito formativo universitario (CFU) corrisponde per legge a 25 ore di impegno complessivo dello studente — lezioni, studio individuale, esercitazioni, tutto compreso (D.M. 270/2004). Un esame da 9 CFU, comune nelle triennali, vale quindi circa 225 ore in totale: non tutte da passare sui libri all'ultimo, ma è il punto da cui partire per capire se una settimana basta o no.
Da quelle 225 ore va tolto quello che è già stato fatto durante il corso — seguire le lezioni, prendere appunti, i primi ripassi — e quello che resta è il tempo vero da mettere in conto per la preparazione finale. Su un corso seguito con costanza restano in genere 40-60 ore; su un corso arrivato agli ultimi giorni prima dell'appello, molte di più.
Perché lo stesso numero di CFU non basta a confrontare due esami
Due esami da 9 CFU non costano lo stesso tempo. Cambia con:
- quanto è nuovo l'argomento. Una materia che si aggancia a cose già sapute si studia più in fretta di una che parte da zero;
- il formato dell'esame. Un test a risposta multipla si supera riconoscendo la risposta giusta; un orale, o uno scritto con domande aperte, chiede di saperla scrivere o dire con le proprie parole — e quel salto si sente, anche a parità di programma;
- quanto è denso il materiale. Trenta slide fitte di formule pesano più di trenta slide di elenco puntato, anche se le pagine sono le stesse.
Distribuire le ore, non ammassarle
A parità di ore totali, distribuirle su più giorni con ripassi intervallati funziona meglio che concentrarle tutte negli ultimi due — è l'effetto della ripetizione dilazionata, uno dei risultati più solidi della psicologia dell'apprendimento: quello che si rivede a distanza di un giorno o due si fissa meglio di quello letto due volte di fila lo stesso pomeriggio.
In pratica, per un esame da 50 ore di studio residuo con dieci giorni a disposizione: meglio cinque ore al giorno per dieci giorni che dieci ore al giorno per cinque, a parità di ore totali. Il secondo schema sembra uguale sulla carta e funziona peggio nella pratica, perché non lascia spazio a un ripasso a distanza — quello che si è studiato il primo giorno non torna più prima dell'esame.
Un conto rapido da fare oggi stesso
- CFU dell'esame × 25 = ore totali previste dalla legge.
- Sottrai le ore già investite seguendo il corso (una stima onesta, non ottimista).
- Dividi quello che resta per i giorni che hai fino all'appello: è il numero di ore al giorno che ti serve, non «un po' più tardi ce la faccio».
- Se il numero che esce è più alto di quante ore puoi davvero dedicare ogni giorno, meglio saperlo ora — spostare l'appello costa meno che arrivarci impreparati.
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